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Voli di guerra Impressioni di un giornalista pilota

Voli di guerra
Impressioni di un giornalista pilota
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Title: Voli di guerra Impressioni di un giornalista pilota
Release Date: 2018-09-25
Type book: Text
Copyright Status: Public domain in the USA.
Date added: 27 March 2019
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VOLI DI GUERRA.


Queste impressioni recate dalle alte quote dell'atmosferae dello spirito, io dedico a Nello Cavara, fratello mioventunenne, che a maggiore e perenne altezza giunse,morendo in combattimento sulle Alpi.


OTELLO CAVARA

VOLI DI GUERRA

IMPRESSIONI DI UN GIORNALISTA PILOTA

MILANO
Fratelli Treves, Editori
1918.


PROPRIETÀ LETTERARIA.

I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservatiper tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda.

Milano — Tip. Treves.


[1]

Dal giornalismo all'aviazione.

Anche quando il giornalista vola dasolo, le personalità a bordo del suoapparecchio sono due: il pilota e l'osservatore;l'uno agisce e l'altro nota.Se il fenomeno non gravita sulla portanzadell'apparecchio, raddoppia peròil lavoro del singolare aviatore il quale,oltre provvedere alla manovra, all'orientamento,all'azione bellica, avvertei moti psicologici dai quali sgorga taleoperosità, raccoglie con una preoccupazionedi esattezza impressioni panoramiche,e procura di vivere nella suatotalità missioni anche se estese adaeroplani, navi, truppe. Le abitudini[2]acquisite in numerosi anni di vita giornalistica — immediataricerca nell'attualitàdi cause e studio di effetti — loaccompagnano pure in volo, mentrein terra si esplicano in implacabili intervistech'egli infligge ai più espertiperchè la scienza acquisita in terra loaiuti ad eliminare sorprese in cielo.

Si riesce aviatori, gli eroi per esperimentareprimi le macchine di volo divinatedal loro genio; gli studiosi dimeccanica e di aeronautica per amoredi motori e di apparecchi; gli appassionatidello sport per il gusto di maggioricimenti; i guerrieri per la voluttàdelle battaglie individuali; i giornalistiper conoscere il meglio, il nuovo dellavita e partecipare alla buona guerranostra tra bagliori inauditi di bellezzae costumi superstiti di cavalleria.

Un pubblicista non giunge generalmenteimpreparato al pilotaggio di aeroplani.L'autore di queste note fu,come redattore del Corriere della Sera,in alta montagna a famigliarizzarsi conl'orrore del vuoto, con le vertigini, con[3]le temperature rigide e con l'ostinazionefisica; fu in aerostato a proclamaredalla quota di 4500 metri la decadenzadelle proporzioni geografiche e il miglioramentodell'umanità ridotta a puntini;fu in dirigibile per la gioia di andare,almeno in aria, dove gli pareva;fu in aeroplano a constatare in sè unaembrionale vocazione di pilota perchènegli sbandamenti si spostava con lapersona per ristabilire l'equilibrio, nellespirali storceva persino la bocca infuori per non scivolare in dentro eraccomandava in silenzio, durante i viraggi,«attenti nelle voltate». Con taliprecedenti si può quasi asserire che ilgiornalismo, stazione di transito per lepiù brillanti carriere, lo è pure per l'aviazione.

Esistono varie egregie letterature d'aviazione;tra queste una minima di coloroche volano e una massima di coloroche non volano. Alla prima appartengonofrasi estremamente laconiche:«Nessuna impressione. — Tutto bene. — Nulladi straordinario». La seconda[4]è un inno: «Sorprendenti acrobazie. — Esserid'eccezione — ....»

Tra l'una e l'altra s'insinuano questenote di un giornalista-pilota il qualefra l'altro confesserà d'avere sofferto,tra sensazioni epiche e leggiadre, graviapprensioni durante certi impicci neiquali procedeva avanti perchè era rassegnatoe deciso a non tornare piùindietro. Ma la sensazione che maggiormentelo sorprendeva all'insperatoritorno era il desiderio cocente di riprovarel'avventura. Durante il volodrammatico aveva temuto di scenderepsicologicamente diminuito, e a terrasi scopriva aumentato.

Di qui il dovere del giornalista, provenienteda una professione che è giàscuola del carattere, di rendere omaggio,con questi appunti sinceri, a un'altraeccellente scuola del carattere: l'aviazionedi guerra.

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Come si diventa piloti.

Forse l'allievo pilota vive il momentopiù emozionante quando presenta la domandaper essere ammesso a una scuolad'aviazione. Egli non reca in sè che unelemento certo: la decisa volontà diriuscire. Ma l'attitudine a volare è perlui un'incognita la quale lo pone fral'avidità di provarsi e il dubbio di fallirenel tentativo.

La guerra ha creato un tipo specialedi volontario dell'aviazione: il pacificoborghese del tempo beato in cui nonsi credeva alla conflagrazione mondiale,pacifico borghese che dovendo in occasionedella guerra assumersi la sua[6]parte di azione e di pericolo, e avendouna predilezione per gli atti che derivanodirettamente dalla responsabilitàindividuale, sceglie l'aviazione consciodi rendere un servizio militare nonmeno prezioso e periglioso d'ogni altro,e conscio di valorizzare al massimogrado le proprie attitudini morali efisiche in un'arma di straordinaria bellezza.

Ed è per ciò che oggi l'aviazione militareaduna rappresentanti d'ogni ambiente,d'ogni cultura e d'ogni mentalità.Diversi per il loro passato, gliallievi si identificano nell'esuberanzadelle loro energie, nella dedizione completaai cimenti aviatorii, nella fraternitàche deriva dal comune misterodella loro sorte. Essi più o meno passanotraverso le medesime fasi psicologiche:trepidazioni e speranze dellavigilia; incosciente disinvoltura durantei primi voli; poi una successione crescentedi depressioni e di rivincite alcontatto di difficoltà sempre più intense.

[7]

L'allievo giungendo alla scuola è curiosod'ogni particolare. I motoscafi egli autocarri che recano gl'istruttori egli scolari, sembrano colmi di gitantispensierati: e in realtà costoro si accingonoad effettuare i quotidiani volicon la medesima disinvoltura con cuis'intraprende una passeggiata. La scuolaaspetta con i capannoni spalancati innanziall'ampio specchio d'acqua su cuidovranno svolgersi i voli. Gli idrovolantisono allineati lungo la riva, ciascunosulla propria pista di legno chedal capannone scende nell'acqua.

Maestri e allievi vanno a fare toilette.Ognuno ha i propri indumenti di volo.Chi indossa lo scafandro o la pelliccia,chi un maglione, chi s'avvolge il collod'una sciarpa, chi s'applica un passamontagna,chi il casco. Tutti fanno usodi occhiali e guanti. La trasformazioneè sensibile. Le fisionomie scompaionosotto le maschere e le lenti. Elegantiufficiali assumono aspetti strani, apparenzegrottesche di palombari, diclowns, le loro linee svelte si[8]ricoprono — specialmente dopo l'applicazione delsalvagente — di gonfie gibbosità.

Ad ogni apparecchio corrisponde unistruttore ed una sezione di allievi. Ilprimo allievo cui spetta di volare — sisegue un turno a rotazione — s'ingolfanella complicazione di fili dell'idrovolantee scende nello scafo, sedendo adestra dell'istruttore dopo aver messoin movimento il motore con giri di manovella.L'apparecchio si stacca dallariva e l'allievo, afferrato il suo volantee occupati i pedali, si accinge a manovrare.Il maestro ha pure il suo volantee controlla la manovra del suo vicinointervenendo con cenni della mano ocon dirette correzioni ogni qualvolta loscolaro tarda, precipita o confonde isuoi movimenti. Gli idrovolanti partonoad uno ad uno striando lo specchio dispuma, oscillando per sollevare i galleggiantie la coda, poi raggiunta la velocitàvoluta, saltellano e spiccano ilvolo. Al ritorno, l'istruttore spiega glierrori commessi dal discepolo e questili attenua affermando che sono passeggeri[9]e promettendone solennemente lasparizione per il volo successivo. Anchegli altri allievi della sezione presenzianoal colloquio per immagazzinareesperienza a spese degli errorialtrui.

Il nuovo arrivato osserva i colleghipiù progrediti come esseri dotati di misteriosefacoltà del cui segreto si vuoleimpossessare. Timidamente egli procedealla personale conoscenza dell'apparecchiointroducendosi nello scafo:con circospezione afferra il volante, lorigira, lo attrae a sè, lo respinge volgendosia osservare alle estremità delleali e della coda i movimenti degli aleronie del timone di profondità. Si stupisceche i colleghi i quali lo hannopreceduto, spieghino la manovra comeuna funzione semplice. Poi rimane interdettoudendo il linguaggio d'aviazionefiorito di francesismi. Decollare:manovra per condurre l'apparecchio astaccarsi dallo specchio d'acqua; virare:mutamento di direzione duranteil volo; picchiare: abbassare l'apparecchio[10]pure durante il volo; ammarare:far riprendere all'apparecchio ilcontatto con l'acqua.

Intanto il novizio sente parlare conrispettosa preoccupazione della manovella,il fatale istrumento che serve amettere in funzione il motore e ad imporresoggezione al novizio: — Attentiai contraccolpi — lo avvertonogravemente i colleghi che all'esordioconobbero il medesimo patema. — Badache già vari si sono fratturati il braccio.... — Cominciacosì la mobilitazionedell'amor proprio: il neofita s'attaccaall'insidiosa manovella, non riesce, ritentae finalmente consegue la sua primavittoria, girando la nemica con esuberanzatrionfale.

Più è prossimo il momento di volareper la prima volta e tanto maggiormentela sensibilità dell'allievo si paralizza.Pochi istanti prima di saliresull'apparecchio, il novizio, non avvertendo[11]più alcuna emozione, confondequesto stato d'animo con la tranquillità:viceversa è l'effetto di una tensionenervosa, la quale si trasforma inun fenomeno di serena voluttà nonappena l'apparecchio si è librato. L'esordienteha l'illusione che non sial'apparecchio a sollevarsi, ma il panoramaad abbassarsi, a roteargli lentamenteintorno. Una improvvisa, assolutafiducia lo sorregge: una fiduciaispirata dalla stabilità dell'apparecchioche in volo si rivela solido, imperioso,sonoro e perde l'aspetto fragile osservatoda terra. La velocità non è percettibile;pare che l'idrovolante si reggasu un solido pernio invisibile. Il vuotonon esiste che per lo sguardo: l'atmosferasi manifesta anche al neofita unelemento consistente, soffice ma tenace,in cui l'apparecchio morde e si reggevittorioso. Ma quando l'idrovolante s'inclinaper iniziare la discesa, il noviziosi turba. Un rimescolìo passeggero agliintestini, somigliante a quello che dàl'altalena, lo coglie all'improvviso. Il[12]silenzio che segue al fragore del motore — perchèil motore viene fermato o ridottoa una velocità minima — determinauna forma d'ansietà. La visione panoramica,che prima era preclusa in partenotevole al neofita dalla punta delloscafo protesa in alto, ora che lo scafoè inclinato, appare in tutta la sua vastità,come osservata da un altissimobalcone, e rivela la quota raggiunta.Si mostra come un'immensa carta geograficaa rilievo. Lo specchio d'acquaappare come una enorme lastra metallicabruna e s'avvicina con crescentevelocità. Quando mancano pochi metrida esso e l'apparecchio si dispone aposarvisi, si rivela fulminea la rapiditàdell'apparecchio stesso: lo specchio glisfugge di sotto vertiginosamente e ilneofita trattiene il respiro in cospettodi questo imprevisto epilogo. Un lievefruscìo, un impercettibile colpetto sottolo scafo: l'apparecchio ha preso contattocon l'acqua, solleva intorno biancoridi spuma e s'arresta rapidamente.

L'allievo confonde l'ammirazione per[13]il volo con la gioia di averlo condottoa termine: certo è raggiante. Difficilmentele sue impressioni sono da luiespresse in modo genuino, perchè nonha saputo analizzare sè stesso o perchèritiene obbligatorio ricorrere a una diqueste due opposte frasi: «Nessuna impressione»oppure «Impressione straordinaria»accompagnate da un prolungatosorriso ufficiale finchè egli si vedescrutato dai colleghi. Effetti fisici generali:ronzìo alle orecchie paragonabileall'uniforme canto dei grilli, appetitoaccentuato e richiesta da parte deicolleghi di una bicchierata per festeggiareil primo volo.

Nei voli successivi l'allievo ammessoad abbozzare tentativi di manovra accantoal maestro, acquista l'improvvisapersuasione che per manovrare sianosufficienti le risorse dell'istinto. La suaconvinzione di riuscire diviene tantopiù fiera quanto prima dei voli era esitante.Si delinea in lui l'esuberante spiritod'iniziativa: egli scambia per aquilinaaudacia la propria ignoranza sulle[14]difficoltà del volo. I suoi tentativi dimanovra sono senza sfumature. Se ilmaestro lo frena, egli insiste per ottenereuna maggiore autonomia. Nonesita ad affermare in piena buona fedeche si sentirebbe di volare da solo. Naturalmentepretende di figurare tra glianziani. In cospetto dei nuovi aspirantisi comporta da vecchio falco, spiegacon degnazione annoiata la manovra,concludendo: — È semplicissima!

Ma quando l'istruttore gli affida realmentela manovra, l'allievo entra nellafase di depressione. Egli registra lenuove difficoltà nel suo diario: quasitutti gli allievi conservano un diariocon il numero e le caratteristiche deiloro voli. Oltre occuparsi delle condizionidell'atmosfera, del motore, dell'acqua,lo scolaro osserva: «Oggi ilmaestro mi ha dichiarato che se eglinon interveniva in tempo ci si infilavanell'acqua». — «Ho osservato che quandoreggo io il volante, l'apparecchiodisegna le montagne russe; non appenail maestro riprende il volante, l'apparecchio[15]torna in linea di volo. Dunquenon è il vento. Il maestro dice che ilvento lo faccio io». — «Quando correggouno sbandamento ne producouno maggiore. Il maestro dice che facciofare all'apparecchio ciò che fa ilcane quando è gaio; mena la coda adestra e a sinistra».

Se l'idrovolante giunto presso all'acquanon è posto in tempo in linea divolo, toccando l'acqua rimbalza in ariacome un ciottolo a forma di piastrellalanciato parallelamente alla distesa liquida.Di qui la denominazione di piastrellaa questo tipo di amérissageimperfetto. La piastrella è l'incubodell'allievo il quale ricorre ai più ricercatisofismi per ripudiarne la paternità.Generalmente spiega che è derivatada un complesso di combinazioni:acqua poco visibile, colpo di vento, vicinanzadi una barca, occhiali appannati....

A traverso queste prime esperienzel'entusiasmo del discepolo perde effervescenza:diviene solida meditazione.[16]L'allievo non ha più baldanza loquace,superficiale, nè severità di giudizi. Taceed osserva. Segue i voli con sguardo dainiziato, rimugina le osservazioni fattepilotando. Dal modo come si comportaun apparecchio in aria indovina chi loguida. Anche in aviazione, la personalità,lo stile esistono. L'allievo cominciaa comprendere che la manovra nonè dettata dall'istinto, ma dalla fulmineaentrata in azione di abitudini contrattestudiando il volo. È un ricamo di innumerevolieccezioni intorno a un sempliceconcetto fondamentale. Ma perconseguire questo senso della manovraoccorre vivere la vita dell'apparecchio,occorre che pilota e idrovolante componganouna cosa sola.

La spirale: altra causa di crisi momentanea.L'istruttore la fa conoscereall'allievo d'improvviso ed eccezionalmentestretta per misurare la sua presenzadi spirito. L'allievo vede il panoramainclinarsi e sollevarsi obliquamentecome agitato da una danzadiabolica, vede lago, fiumi, paesi, colli,[17]monti roteare, sovrapporsi quasi fossegiunta la fine del mondo. Quando laspirale cessa di fatto, nella testa dell'allievocontinua. Egli rimane rigido,in atteggiamento di difesa, trattenendoil respiro. Scendendo reca il sospettodi non avere attitudine per l'aviazione,ma negli esperimenti successivi si comporta,anche intimamente, con assaimaggiore disinvoltura fino a divenireegli stesso un abile autore di spirali,per quanto ampie e caute.

Affermano

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