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L'anatra Allevamento per la produzione della carne

L'anatra
Allevamento per la produzione della carne
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Title: L'anatra Allevamento per la produzione della carne
Release Date: 2018-11-17
Type book: Text
Copyright Status: Public domain in the USA.
Date added: 27 March 2019
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L'ANATRA


CARLO A. GONIN

L'ANATRA

Allevamento per la produzione della carne

CATANIA
FRANCESCO BATTIATO — EDITORE
1921


PROPRIETÀ LETTERARIA

Off. Tipogr. del Giornale degli Allevatori — Catania


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L'anatra prototipo dei volatili per industria

Un sagace avicultore italiano scriveva recentementeche se l'allevamento razionale dei polli puòdare in Italia guadagni elevatissimi, quello dei palmipedie delle anatre specialmente produrrebbe degliutili anche superiori; e facendo la supposizioneche tre milioni di contadini tenessero quattro femminedi buona razza con un maschio, ognuno di loroavrebbe dai 150 ai 200 anatrotti all'anno, macellabilia due mesi o due e mezzo d'età. Risultato: 450 a600 milioni di capi che a 2 chilogr. ciascuno costituirebbero900 milioni ad un miliardo e più di chilogrammidi carne, ed ossa, ben inteso; ora, questi,convertiti in moneta corrente, se non sonante, darebberola bellezza di 3600 a 4800 milioni di lire italiane.

Non trovo esagerazione in questi calcoli, anzi intaluni si rimane perfino un po' al disotto della realtà,poichè una femmina di buona razza non darà maimeno di 60 uova, quindi per quattro femmine 240uova, ed anche deducendo le perdite possibili nello[2]allevamento si avrebbero sempre più della cifra suindicatadi anatrotti; il guaio si è, a mio avviso, chei tre milioni di contadini italiani decisi a mettersisulla buona strada non si rinverrebbero facilmente,e ritengo che lo stesso autore dell'articolo non si faràtroppe illusioni in proposito. Quanti ve ne sono comequello che al buon Pascal, uscì fuori a dire che lesue anatre mangiavano più del majale, quindi davala preferenza a quest'ultimo! ce lo racconta lui, ilgrande scrittore allevatore nel suo «Anatre ed ocheda prodotto».

Ed è questa erronea convinzione tenacemente conficcatanella materia cerebrale dei nostri buoni villici,nella gran maggioranza almeno, che li rendeapatici se non ostili; essi tengono assai più volentierii polli, le oche, i tacchini che si procurano da sestessi se non tutto, quasi tutto il nutrimento, mentrealle anatre bisogna provvederlo nella massima parte.Ma non calcolano, che un anatrotto di buona razzain poche settimane, se ben nutrito è vendibile, percui in confronto ai polli, grazie al suo rapido sviluppo,viene a consumare assai meno. Egli questecose le ignora ed in fin dei conti non è tanto da biasimarese nessuno gli insegna come dovrebbe fareper guadagnare con la pollicoltura; dove sono gl'istitutigovernativi dove si formino degli allievi capacidi diffondere le buono pratiche fra le popolazioniagricole?

Eppure governanti ed economisti ci rintronanogli orecchi col solito ritornello dell'immenso bisognodi lavorare d'intensificare la produzione; ma mentrevi sono numerose scuole ed istituti per certe industrie[3]e qualcosa si è fatta anche per quella chiavedi volta della nostra produzione che è l'agricolturaper l'allevamento degli animali da cortile che condottocon sistemi meno empirici darebbe dei risultatisorprendenti, è una miseria, una ridicolezza quanto loStato ha fatto fin'ora in materia d'insegnamento pratico.

Un'altra questione che rattiene molti dal dedicarsiall'allevamento dell'anatra è quella dell'acqua,la maggioranza credendo che per vivere e prosperareil palmipede ne abbia assoluto bisogno. Scorrendoqueste pagine il lettore vedrà come se l'acquaè un elemento utile, in certi casi non è affatto indispensabileed in altri è anzi contrario.

L'anatra è fra i diversi volatili domestici quelloche per rapida e forte produzione di carne rispondemeglio d'ogni altra all'interesse dell'allevatore; ilcolombo la precede bensì sviluppandosi in venti giornima poi rallenta mentre l'anatra progredisce continuamentein modo meraviglioso fino a due mesi, epocain cui è già abbastanza grossa per esser mangiabilee di un bel volume. L'oca non si trova in simili condizionifino a che non abbia sette od otto mesi d'età,un galletto delle migliori razze da carne ha bisognodi almeno tre mesi e così il tacchino è assai lentonel suo sviluppo in confronto al nostro palmipede.

Oltre al crescere costantemente mangiando dicontinuo, l'anatra offre pure il vantaggio di approfittaredi tutti gli alimenti che le si presentano; essarappresenta nella categoria dei piccoli animali domesticiciò che è il maiale in quella del grosso bestiamee forma, per tutte le qualità che le si riconosconoil prototipo dei volatili industriali.

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Non tutte le anatre però sono ugualmente precocicome non tutte hanno le stesse buone qualità;le comuni, ad esempio, sono rimaste appena nellamediocrità per corporatura e per produzione di carneed uova, mentre in seguito a cure intelligenti, ad unlungo lavoro di selezione non mancano le razze cheraggiungono in poco tempo un volume straordinariocon carne assai più bianca, delicata, abbondante edanno una quantità d'uova ben superiore all'ordinario.

Se la nostra gente di campagna sapesse comeselezionando ed incrociando con razze pregiate leanatre comuni, come distribuendo un'alimentazionepiù razionale potrebbe migliorare i suoi animali edaccrescerne la produzione non direbbe più che l'anatramangia ad ufo; ma salvo poche eccezioni, in generalei nostri contadini ignorano queste cose o nonvi prestan fede.

È dunque alla classe di persone più elevate cheil presente lavoro è specialmente dedicato; lungi dame l'idea di consigliare le colossali speculazioni americaneed inglesi d'allevamento intensivo, ciò da noinon potrebbe riuscire e neanche lo si è tentato finorain altri paesi dove avrebbe migliori probabilità,ma ho in pari tempo l'intima convinzione che nonpochi sarebbero in grado d'intraprendere e praticarein modeste proporzioni l'allevamento dell'anatrottoprecoce e dell'anatra di razza per la riproduzionericavandone un ottimo frutto, ciò che appunto hocercato di addimostrare in queste pagine, ed, in ognicaso, di divulgare le cognizioni fra quanti potrebberotrovare un reale profitto e non lo fanno, per ignoranzao per ignavia.

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Caratteri generali dell'anatra

Le anatre formano la numerosa famiglia delleAnatidae, suddivisa in quattro sotto-famiglie, di cuile prima, le Anatinae (anatre nuotatrici) è la solache interessi veramente l'allevatore.

Queste ultime si distinguono per le loro gambecorte e poste molto indietro nel corpo, per cui lacamminatura riesce alquanto goffa e titubante ed èsolo sull'acqua che spiegano una certa grazia solcandoil liquido elemento per tuffarvisi alla caccia di insettiod altri piccoli animali che lo popolano, nel far cheimmergono verticalmente la parte anteriore del corpomentre quella posteriore riman fuori dell'acqua; agitandole zampe esse riescono a mantenere il perfettoequilibrio. Questa parziale immersione è comunea tutte le anatre appartenenti alla sotto-famiglia dellenuotatrici e si estende pure al cigno, mentre quelledella seconda sotto-famiglia s'immergono completamentealla ricerca del nutrimento e vengono chiamateanatre tuffatrici; ma di queste ultime noi non abbiamoda occuparci come trascurammo affatto le rimatricie le anatre d'albero.

Le ali dell'anatra nuotatrice sono piuttosto corteed assai larga è la coda, relativamente; il piumaggioè fitto e liscio e possiede la proprietà di non lasciarpenetrar l'acqua. Il becco, dice il Brehm, lungo quasisempre quanto la testa è piatto; sui bordi è guarnitoda una fila di piccole lame salienti delle quali quelledella parte superiore del becco superiore entrano in[6]altrettanto nell'inferiore; esso è ancora perfezionatodalla lingua grande, carnosa e sensibile, dai bordicarnei, formando così un filtro perfetto che offre lapossibilità di separare il minimo pezzettino di cibodalle materie non commestibili che questo può racchiudere.È simile disposizione speciale, comune atutte le anatre, oche e cigni, che ha dato il nomedi lamellirostri sotto il quale sono classificati tali palmipedi.Nella zampa e nella seconda sezione di essail pollice è contornato da una membrana della qualela prima sezione è sprovvista.

Nel maschio dell'anatra la livrea, durante la stagionedegli amori, è in tutto il suo splendore, essone riveste una più modesta, una volta questa stagionetrascorsa.

Por la natura speciale di questo lavoro non possointernarmi nella descrizione illustrativa di tutte lespecie conosciute di anatre, che non sono poche, dovendolimitarmi a trattar solo quanto si riferisce allerazze di massimo prodotto, per cui lascio da parteoltre alle Arzavole maggiori e minori, le vezzose anatreMandarine e della Carolina, la Labrador, laCasarca, la Cadorna, la Mignon ed altre ancora, chepure hanno una certa importanza ma il cui allevamentoè assai limitato e generalmente solo per diletto.

La maggior parte delle anatre che si allevanoin Europa trae la sua origine dal Germano reale,alcune altre provengono dall'India, dalla Cina, dall'AmericaMeridionale.

Il Germano reale (Anas boschas) nell'autunno,lascia le nordiche regioni per venir a svernare suilaghi, sulle paludi, sui fiumi d'Italia e di vari altri[7]paesi; prima di partire queste anatre selvatiche siradunano a frotte numerose e viaggiano di conservama appena giunte da noi sono presi di mira dai cacciatoriche escogitano tutti i mezzi per ucciderle,conoscendone il valore delle carni saporite; fucile ospingarda, richiami, stampi, reti tese ad una certaaltezza o tenute ferme mediante pesci sott'acqua aduna giusta profondità, con l'aiuto del cane o senza,su galleggianti dissimulanti, all'aspetto in riva odun'acqua corrente o ferma, tutti i sistemi sono messiin opra per ricevere in malo modo le immigranti.

Ma l'anatra selvatica ha i suoi per deludere quellidei cacciatori nelle loro più raffinate combinazioni;scaltre e diffidenti le anatre hanno un servizio divigilanza speciale che non di rado lascia con tantodi naso i discepoli di S. Uberto. E quelle che sonoriuscite a scampare dai vari tranelli riprendono ilvolo al principio della primavera per ritornare alNord dove vanno a riprodursi; alcune però si fermanonelle nostre regioni, si accoppiano e nidificanopure da noi, ma sono la minoranza.

La livrea del maschio è bellissima durante lastagione invernale fino a quanto dura l'epoca dellariproduzione, questa terminata e cioè da Maggio aNovembre cambia e diventa quasi uguale a quellaassai dimessa della femmina.

Il piumaggio della testa e del collo è di un belverde smeraldo, un collar bianco non completamentechiuso separa la testa dal collo; il petto è bruno castano,la schiena è di color bruno verso il collo e finiscein grigio sporco verso la parte estrema del corpo; leali sono adorne di striscie nere dai riflessi verde violaceo[8]scuro, brillante; queste strisce dette anche Specchi,sono contornate da una striscia bianca cui ne segueuna nera; il becco è verdastro punteggiato di nero;le zampe sono giallo-arancione.

La femmina è modestamente rivestita di pennecolor bruno grigiastro uniforme salvo nelle ali, coloratecome quelle del maschio ma con lo specchiomeno vistoso.

Una caratteristica del Germano reale che si ripetein tutte le anatre da esso derivanti, è quel ciuffettodi quattro penne arricciate della coda, nel solo maschioperò; nei maschi della Corritrice indiana e dellaMuschiata tale distintivo non è affatto visibile.

La femmina fa da dieci a sedici uova color olivastro,che cova durante 26 o 28 giorni, in Aprile oMaggio, i piccini nascendo sono nero verdastro sullaschiena e giallo sporco sul ventre. Catturati, questiultimi si addomesticano facilmente ma non raggiungonoun peso molto superiore a quello dell'anatraselvatica, che è di un chilogrammo e mezzo, se nonad una seconda e terza riproduzione in domesticitàin cui il peso aumenta considerevolmente. È misuradi prudenza il tarpar le ali dei giovani riprodottio praticare l'ejointage, poichè quelli di prima riproduzione,conservando ancora l'istinto della libertàfacilmente piglian la fuga alla prima occasione.

Nella domesticità la livrea del Germano reale hasubìto delle modificazioni ed ai colori che questo contraddistinguono,spesso il bianco, si mescola più omeno, fino ad invadere quasi completamento tuttol'insieme del piumaggio in alcuni individui, al puntoche vi sono delle razze europee come l'Aylesbury,[9]completamente bianche, mentre in altre la pezzaturaè predominante soltanto. Per contro la fecondità ènelle anatre domestiche di gran lunga superiore, finoa raggiungere in certe selezionate da 80 a 120 uovaall'anno: il peso tuttavia è di poco aumentato nellecomuni poichè arriva appena ai due chilogrammi,mentre la Rouen che ha tanti punti di contatto colGermano Reale arriva facilmente al doppio.

L'anatra comune italiana, discreta fetatrice eproduttrice di carne, è rusticissima e gli anatrotti siallevano con la massima facilità; alcune regioni dell'Altae Media Italia posseggono tipi nei quali si riscontral'effetto di qualche selezione e che conservandola vigoria propria alle razze paesane si dimostranopiù prolifiche e maggiormente atte a prender il grasso;esse tuttavia non possono competere con alcune razzeestere e specialmente con la Pechino, che si è fattomolta strada anche da noi perchè altrettanto rustichema assai più produttive e precoci.

Le principali razze da prodotto

L'anatra comune non rappresenta dunque il desideratumper l'allevatore che vuol ricavare in pocotempo un buon prodotto in volume, e neanche in uova,dai suoi volatili e ad ottenere questo intento devericercare delle razze ben altrimenti rimuneratrici;dell'anatra comune si accontenta il campagnuolo, echi si accontenta gode, ma nè l'industriale nè il piccoloallevatore che bada al suo interesse possono fare[10]affidamento su dei produttori tanto mediocri; è lostesso caso di chi vuol tenere dei conigli e ne prendedi comuni, mentre vi sono più razze doppiamentesoddisfacenti e per nulla più difficili da allevare.

Le razze su cui può cader la scelta per avereun rapido sviluppo nell'allevamento, degl'individuidi carne delicata, d'ingrassamento sollecito, che presentinoinsomma le migliori prerogative per l'allevatoreindustriale grande o piccolo sono

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