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Le Università italiane nel Medio Evo

Le Università italiane nel Medio Evo
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Author: Coppi Ettore
Title: Le Università italiane nel Medio Evo
Release Date: 2018-11-28
Type book: Text
Copyright Status: Public domain in the USA.
Date added: 27 March 2019
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LE UNIVERSITÀ ITALIANE NEL MEDIO EVO


LE
UNIVERSITÀ ITALIANE
NEL MEDIO EVO

DI

ETTORE COPPI

TERZA EDIZIONE

LOESCHER & SEEBER
Firenze
1886

TORINO ROMA
Ermanno Loescher Loescher e C.º


L'Autore si riserva tutti i diritti di proprietà letterariae di traduzione dell'opera

Firenze. — Tipografia della Pia Casa di Patronato pei Minorenni
14 — Via Oricellari — 14.


[iii]

INDICE

AVVERTENZA Pag. VII

INTRODUZIONE — Origine delle università — Importanza deglistudii relativi alle università — Gli storici delleuniversità antiche — Opinione nostra sulla vera originedelle università — Il risorgimento della civiltà moderna — Influenzadel Cristianesimo — Profonda ignoranza nei primisecoli del medio evo — La Chiesa e la civiltà — I monastericonservano le tradizioni della coltura antica — Scuoleecclesiastiche — Primi segni dell'insegnamento laico — Letradizioni giuridiche in Italia — La scuola di diritto fondatain Pavia dai re Longobardi — Capitolare di Lotario — Diffusionedelle scuole laiche — La scuola medica diSalerno — Risorgimento del diritto romano — Irnerio ela sua scuola — Origini dell'università di Bologna — Fondazionedelle altre università italiane — Federigo II el'università di Napoli 1

Capitolo Primo — Costituzione delle università — Attiche precedevano la loro fondazione — Inviti ai professorie agli scolari — Editto ai sudditi — Riconoscimento sovrano — Leuniversità causa di pubblica ricchezza — Frequenzadegli scolari — Gradi di nobiltà dei dottori e degliscolari — Divisione delle università in nazioni — Ultramontanie Citramontani — Primato dell'università dei giuristisopra quella degli artisti — Discordie cui dette luogo — Edittodi Emanuele Filiberto — Iscrizione degli scolaristranieri nelle matricole universitarie — Fonti della legislazionescolastica medioevale — Mantenimento delle universitàe loro entrate ordinarie — Influenza ecclesiasticanegli studii 106

[iv]

Capitolo Secondo — Persone che formavano l'università — Il Rettore — Origine di questo ufficio e sua importanza — Elezione del Rettore — Il Sindaco — Natura di questoufficio e privilegi che vi erano annessi — I Consiglierirappresentanti delle nazioni degli scolari — Il Notaro — Gli Attuari o Archivisti — Il Massaro o tesoriere — I Peziarii — GliStazionari — I Bidelli — I copisti e miniatoridi libri 142

Capitolo Terzo — Privilegi universitarii — L'Autenticadi Federigo I fondamento dei privilegi scolastici — Immunitàconcesse alla nazione tedesca — Giurisdizionecivile e criminale concessa ai dottori sugli scolari — Privilegiodella cittadinanza — Esenzione dal servizio militare — Esenzionedalle imposte e gabelle — Inviolabilitàpersonale e degli averi — Banche di prestito per gli scolari — Abitazioniriserbate agli Scolari — Altri privilegisecondarii 165

Capitolo Quarto — Origine dei gradi accademici — Antichitàdella parola dottore e dell'uso della laurea — Qualitàrichieste per ottenere il grado di dottore — Gradi accademiciminori — Il baccellierato — La licenza — Esperimentiche precedevano il conferimento della laurea — Solennitàcolla quale si festeggiava il giorno dellalaurea — Spese per ottenere il grado di dottore — Diversespecie di lauree — Privilegi e diritti propri delgrado di dottore 187

Capitolo Quinto — I dottori ordinari e straordinari — Modocon cui si eleggevano gl'insegnanti nelle universitàdel medio evo — I liberi docenti — Prime limitazionialla libertà d'insegnamento — I dottori forestieri (forenses)e i cittadini — Nomina dei dottori fatta dalle università — Ingerenzadello Stato nella elezione dei dottori — Deimodi di retribuzione dei pubblici insegnanti — Offerte spontanee e «collectae» degli scolari — Parzialeintervento dei Comuni nel mantenimento dei dottori — Esclusivaingerenza dello Stato — Esempi piùantichi di dottori stipendiati dal pubblico erario — Abolizionedelle collette — Capitali anticipati ai dottori atitolo di retribuzione — Assegni straordinari oltre glistipendi — Criteri di repartizione dei pubblici stipendi 215

[v]

Capitolo Sesto — Significato della parola «lettura» — Comesi distinguevano le lezioni nelle antiche università — Lezionimattutine, meridiane e pomeridiane — Ordinariee straordinarie — Teoriche e pratiche — Di primo,secondo e terzo grado — Pubbliche e private — Obbligodei dottori d'essere assidui alle lezioni e pene minacciateai negligenti — Segreta sorveglianza dei bidelli — Inaugurazionedelle scuole e vacanze — I concorrenti o antagonisti — Icircoli, dispute e ripetizioni — Ordine delledispute e persone che vi prendevano parte — Il pubblicoinsegnamento nel medio evo — Scelta di un buon insegnante — Numerodelle cattedre — Carattere educativodella scienza — Insegnamento orale — Concorso degli scolarinell'insegnamento — I ripetitori 236

Capitolo Settimo — La vita scolastica nel medio evo — Importanzadegli scolari nelle università italiane — Lorospirito turbolento — Esempi di vita licenziosa e di indisciplinatezza — Leggirepressive contro i disordini degliscolari — Le feste scolastiche — Avventure amorose degliscolari — Collegi pel mantenimento degli scolari poveri — Vestispeciali riserbate agli scolari e ai dottori — Discordiepolitiche nelle università — Rapporti fragl'insegnanti e gli scolari nelle università antiche — Loroaffetto reciproco — Vita e costumi dei dottori — Moltiplicitàdi uffici dei dottori — Loro avidità di guadagno — Caratterefiero e turbolento dei dottori — Discordienelle scuole — I plagi — Facezie e motti di famosi insegnanti 269

Capitolo Ottavo — Causa della decadenza delle universitàitaliane — Inimicizia fra le università — Numero soverchiodi esse — Discordie nelle scuole — Caduta delle repubblichee dei liberi ordinamenti universitarii — Trasformazionedella cultura italiana al tempo dei Principati — Iletterati e gli artisti alle Corti — Le accademie — Invenzionedella stampa — Influenza dell'educazione ecclesiastica — Leuniversità italiane dal secolo XVIII in poi 309

[vii]

AVVERTENZA

Pubblicando la terza edizione di questo libro, credonecessario, ad evitare probabili censure, di premettereuna avvertenza per informare il lettore, dell'indole edello scopo del lavoro.

La critica italiana e straniera in generale, ha fattobuon viso a questa monografia, più di quello che iostesso avrei pensato. Perciò mi trovo in obbligo diringraziare tutti coloro che, apprezzando debitamente ilvalore di questa modesta pubblicazione e l'opportunitàdel momento in cui fu fatta, non hanno risparmiatoelogi al libro e benevoli consigli ed esortazioni cortesiall'autore. Non debbo tacere però, che alcuni critici,mal giudicando delle mie intenzioni, hanno affermatoche questo libro è troppo superficiale per i dotti. Fragli altri, l'autorevole critico dell'Athenaeum Belge — gennaio1881, — ha detto che questo lavoro «puòriuscire opportuno per il gran pubblico, ricco comeè di particolari interessanti; ma non per i dottipoichè vi difettano le idee generali.» Se avessiavuto il temerario proposito di scrivere per gli eruditi,i critici sarebbero nel vero e meriterei la loro[viii]censura. Ma poichè non ebbi mai la intenzione chealcuni mi hanno attribuito, e qual fosse lo scopodella mia pubblicazione, lo dichiarai in modo esplicitonell'avvertenza premessa alle altre due edizioni dellibro, credo di non meritare la censura che mi vennefatta, per quanto in forma cortese, da alcuni criticiitaliani e stranieri. So bene, che per illustrare anchesommariamente il vasto tema delle origini, delle vicendee dell'ordinamento delle università medievali,e per dimostrare la influenza che esse ebbero comeenti autonomi e come istituti scientifici, nella vita civilee politica del loro tempo e nell'incremento dellacoltura generale, non basterebbero molti volumi; nèla vita di un uomo, a scoprire ed ordinare tutti i documentiinediti, che abbondano negli Archivi e nelleBiblioteche, concernenti la storia delle università e delletradizioni scolastiche italiane dei tempi di mezzo.

Credo perciò utile ripetere, ancora una volta, che loscopo propostomi non fu di contribuire, con questo modestolavoro al progresso della coltura storica; ma dioffrire argomento e materia di lettura utile e piacevolead un tempo, per quella gran parte di pubblico chedesidera istruirsi, senza approfondir troppo gli studi ele ricerche sopra un dato argomento.

Questo libro — lo affermo io per primo, — devein massima parte il favore di cui il pubblico italianoe straniero gli è stato cortese, alla scelta opportunadel momento in cui fu pubblicato e alla grande scarsezzadi studi e di ricerche sul tema da me svolto.

Quando questo volume vide la luce, si preparavanogià gli studi per la riforma universitaria in Italia eall'estero, e si chiedevano al passato ispirazioni e argomentidi confronto per ravvivare, nel vagheggiato[ix]riordinamento della istruzione superiore, istituzionied usi scolastici dimenticati, e conciliarli opportunamentecoi bisogni e le peculiari tendenze della vitacivile e scientifica delle nazioni moderne.

Ciò fu cagione che nelle discussioni parlamentarisul disegno di legge dell'on. Baccelli, il mio libro venissespesso citato dal relatore on. Berio e dallo stessoministro.[1] E il mio amor proprio di autore, è statoancor più soddisfatto, al veder come scrittori ed eruditidi molto valore, abbiano in questi ultimi tempiricorso alla mia monografia per attingere notizie primaignorate.

Detto dell'indole e dello scopo del libro, è beneprevenire una obiezione che il colto lettore potrebberivolgermi. Avrei potuto, e (ne ebbi vivo e insistenteil desiderio), accrescere la mole del libro con notiziee documenti nuovi da altri già pubblicati e con alcuniinediti che io posseggo. L'interesse della pubblicazionesarebbe stato certamente maggiore; mapreferii conservare al libro quell'impronta popolare escevra di pretensione scientifica che volli dargli quandofu compilato, riserbandomi di far noti in altra occasionei resultati delle mie ricerche e dei miei nuovi studi.

Nondimeno, a profitto di qualche lettore che desiderasseapprofondire queste indagini storiche col soccorsodelle più recenti e stimate pubblicazioni, daròun rapido cenno delle principali fra queste.

[x]

Una delle più interessanti pubblicazioni, che illustrastupendamente un lato della vita scolastica medievale,da me troppo fugacemente svolto per difetto di spazio, èquella concernente la storia della Nazione tedesca nelloStudio di Bologna della quale si fa parola nel capitoloIII del mio libro. Di queste dotte ricerche è autoreil chiarissimo dott. cav. Carlo Malagola direttoredell'archivio di Stato di Bologna. La monografia deldotto scrittore, porta il titolo: I libri della Nazione tedescapresso lo Studio Bolognese (Note storico-bibliografichecomunicate alla R. Deputazione di storia patriaper le provincie di Romagna dal socio Malagola.)[2]

Per conoscere la importanza dello scritto, ne riferiròil sommario:

I. I monumenti della nazione tedesca in Bologna — II. Cennistorici sulla Nazione — III. La raccolta dei

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