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Dell'antico stato del lago di Pusiano nell'alto Milanese

Dell'antico stato del lago di Pusiano nell'alto Milanese
Title: Dell'antico stato del lago di Pusiano nell'alto Milanese
Release Date: 2018-05-14
Type book: Text
Copyright Status: Public domain in the USA.
Date added: 27 March 2019
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DELL'ANTICO STATO
DEL LAGO
DI PUSIANO
NELL'ALTO MILANESE.


DELL'ANTICO STATO
DEL LAGO
DI PUSIANO
NELL'ALTO MILANESE.

MEMORIA

DI

CARLO REDAELLI.

MILANO
Coi TIPI di GIO. GIUS. DESTEFANIS.
1824.

[2]

Non crederò già che queste sollecitudini piaccianoa que' solamente cui... sembra l'erudizioneprofittevole, ma sì ancora a que' molti cheprofessano di cercar l'utilità, e con questovocabolo null'altro intendono che il guadagno.

PalcaniProse Italiane.

[3]

DELL'ANTICO STATODEL LAGODI PUSIANONELL'ALTO MILANESE.

Pochi fra gli scrittori, che s'occuparono dellastoria antica del milanese ebbero cura d'investigarnela corografia parlando anzi di questabene spesso solo per incidenza o con breviparole, se eccettuiamo il Giulini ed ilP. Ferrari; e quanto pur dissero alcuni, devesiforse prendere in nuovo esame. Altri neppursospettarono, che l'antico stato del suolomilanese offrir dovesse argomento alle loroindagini, e che per ovviare errori od oscuritàandar unite dovessero alle istoriche ricerchele topografiche e corografiche. Par dunqueche molto rimanga a farsi in tale argomento,[4]e nella lusinga noi d'apportarvi qualche debollume, abbiam preso ad esaminare per ladisparità delle opinioni, se il lago di Pusianonell'alto milanese sia propriamente il lago Eupilirammentato da Plinio fra quelli della decimaregione d'Italia, secondo la divisione fattaneda Augusto[1], o se un avanzo dell'Eupilisieno e quello stesso di Pusiano e gli altritre limitrofi chiamati comunemente d'Alserio,d'Isella e d'Annone. Nè vogliasi dire troppotenue argomento il cercar d'illustrare pochelinee del naturalista romano che alle cose patriesi riferiscono, rese oscure ed intricate dalcorso de' secoli per mezzo dei quali il di luilibro passò glorioso.

I laghetti di Pusiano, d'Annone, d'Isella,e d'Alserio sono alla distanza di 24 migliacirca al settentrione di Milano lungo le faldedei monti della Valassina, che sono emanazionidelle alpi Rezie. Per l'amenità de' lorodintorni e per la salubrità dell'aria, che vi[5]si gode, non che per essere nati sulle lorosponde il Parini e l'Appiani son dessi conosciutie giustamente celebrati. Quello diPusiano è il più considerevole, di formapressochè ovale, si estende per circa quattromiglia da Pusiano a Ponte Nuovo. I conjugiFederico e Carolina Lose hanno recentementeofferto al pubblico due belle vedutedi questo lago[2]. L'altro detto Serio o d'Alserioed anche di Conservio dal piccolo luogodi questo nome, che è sulle sponde, si estendecirca due miglia e mezzo. Questi duesono ad uno stesso livello, e potrebbe dirsi,che entrambi hanno l'emissario nel fiume Lambro,che scorre lì presso. Un altro emissario hapure il lago di Pusiano in quello d'Isella denominatoil Pescone. Il lago d'Annone, che dicesianche di Oggionno e di Sala, di forma ovaleallungata, ha l'estensione di miglia tre circa[6]milanesi dal ponte di S. Nazaro al luogo diBagnuolo. Amenissime sono in particolare lesponde di lui, e di questo pure i conjugiLose ci hanno data una veduta[3]. D'assaiminore ampiezza è quello d'Isella o di Civate.Di figura quasi circolare, conta nellamaggiore larghezza un miglio e mezzo, cioèda Civate al fiume Pescone. Una lingua di terrapartendo dal lembo di quel paese va allargandosifra le acque, e presenta una penisola riccadi vigneti, di gelsi e di seminati, la qualeè abitata da contadini e da pescatori. Leacque così divise formano due laghi da piccolostretto congiunti, e questi alquanto piùbasso degli altri hanno l'emissario quasi a ritrosoper la valle di Malgrate nel lago diLecco. Vi sono metri 2300 tra il lago di Pusianoe quello d'Isella.

La carta, che abbiamo unita soccorrerà meglioil lettore, che non ha peculiare cognizionedi que' laghetti, e che vuol seguirci nell'esamedi questo punto di corografia milanese.

[7]

Non cade già dubbio che l'Eupili ricordatoda Plinio non fosse posto nella regionein cui si trova il lago di Pusiano, ma nascequestione intorno all'estensione dell'Eupili, dache in modo oscuro e contraddicente ne hannoparlato gli scrittori de' secoli a noi vicini.

Alcuni credono, che il Lario non avessegià emissario presso il borgo di Lecco, odalmeno che l'avesse così in alto, che altropur vi fosse verso Como, supponendosi pressoLecco unite tra loro le montagne laterali allago, e che le acque del Lario comunicasserocon quelle dell'Eupili. Si pretese pur anchedi determinare il luogo, ove i monti fosserotra loro congiunti[4]. Che se per avventurasi credesse prezzo dell'opera l'entrar diproposito in questa disamina; e risultassefondata quell'opinione, sarebbe tolto ognidubbio sull'antica unione de' nostri laghetti.[8]Doveva allora l'Eupili occupare unagrande estensione, ed il verso di Virgilio:Anne lacus tantos? te lari maxime...[5]non avrebbe più bisogno di alcun comento,potendo essere il Lario più esteso d'ognialtro lago d'Italia. Le disparità degli antichiscrittori sull'estensione di questo lago potrebbonsiforse allora conciliare, e si potrebbedar forse una sufficiente spiegazione di alcunevetuste asserzioni intorno ad esso, ed aipesci che vi si trovavano, che tengono delfavoloso. Una spiegazione pur avressimo deltrovarsi presso Villa Albese nel Piano d'Erbauna selva sotterranea, che dir vorrebbesi Lignite[6].A cagione dell'oscurità, in cui è involtauna ricerca sopra di un avvenimento, chepuò aver preceduto i tempi storici, il gran librodella natura può solo per avventura esserci[9]guida. Sarebbe quindi da bramarsi, che talunocon ampio corredo di mezzi l'intraprendesse,come atta a fornire utili risultamenti.Sembra, che il chiarissimo geologo Breislakabbia voluto farci sentire le difficoltà di questadisamina nell'istante in cui vi ha pur messoqualche lume[7]. La scienza, che egli coltiva contanto ardore, domanda da lui nuove fatiche sudi ciò, le quali certamente saranno utilissime,e serviranno a diradare alcun poco quel veloche nissuno forse saprebbe intieramente levare.Ma che che ne fosse un tempo di questamaggiore estensione ed altezza del Lario noiesaminiam solo, che fosse l'Eupili nel primosecolo dell'era volgare, in cui Pliniolo dinotò come un lago distinto da quello diComo colle seguenti parole. «Anche in questadecima regione, ritrovansi ragguardevolissimilaghi e fiumi, che sono comeloro parti od alunni; se pure non li ricevono[10]d'altronde per restituirli di nuovoal loro corso, siccome fa il lago di Comodel fiume Adda, il lago maggiore del Ticino,del Mincio quello di Garda, dell'Oglioquello d'Iseo e del Lambro il lagoEupili; i quali fiumi tutti recano delle acqueloro tributo al Pò[8]

Lo storico Tristano Calchi parlando de' nostrilaghetti sentì forse prima d'ogni altroil dubbio, che forma l'oggetto di questoscritto, non trovando che le parole di Pliniocorrispondessero allo stato fisico del luogo.«Al piede di questi monti (della Vallassina)giaciono, dice, varj laghetti abbondevolidi pesci, chiamati dal nome delleprossime castella di Montorfano, di Erba,di Monguzzo, di Pusiano, e d'Annone.[11]Plinio riputolli un lago solo, che denominòEupili, da cui il Lambro riceve le acque.Allorchè le pioggie li rialzano, il che spessoaccade, si riuniscono insieme, e vengonocome a formare un solo lago; e così mescolatifra loro sembra che diano origineal fiume, il quale però nasce nei soprastantimonti[9]

Dopo del Calchi Paolo Giovio nella vita diOttone Visconti rammentò una tradizione,che vuol essere esposta. «Asseriscono alcuni,che l'Eupili per un violento terremoto sisprofondasse, e che nei siti più bassi delsuo letto ineguale lasciasse cinque piccolilaghi dei quali escono le acque del fiume[12]Lambro[10].» Questo scrittore mostra poidi non averci senza disamina tramandata unatale tradizione, da che quasi lo stesso replicòin altre due opere scritte in tempi diversi,ed in una delle quali come vedremo,cerca anche di assegnare altra cagione delladiminuzione delle acque[11].

Convennero nel dire del Giovio vari scrittori,tra quali il Cluverio[12]; ma in progressoalcuni nominando l'Eupili lasciaronoinforse se per esso intendessero il solo lagodi Pusiano, oppure tutti quattro que' laghetti[13];altri parlarono in modo, che non sembròil loro dire degno per avventura di alcuna[13]riflessione per le incongruenze, come accenneremo,che sembravano venirne; da quasitutti però fu creduto, che l'Eupili rammentatoda Plinio fosse il lago di Pusiano[14]. Siriputò altresì, che il nome di Pusiano fosseuna derivazione da Eupili, quasi dir si volessePusilliano, Eupisiliano, e questa voce che siritenne d'origine greca, venne spiegata perpassaggio alle alpi[15]. Così contrarj divisamentivorrebbero se non altro farci sospettare unacatastrofe fisica in quella regione. Soltanto sulfluire dello scorso secolo se non vennero alcunia stabilire, che debbasi propriamenteintendere pel lago Eupili, si praticarono ciò[14]nulla di meno indagini utili a questa disamina.Vediamo se colla scorta ben anche di taliosservazioni si potesse credere, che al tempodi Plinio tanta quantità di acque vi fosse neiluoghi de' quali parliamo da stimare che queiquattro laghetti fossero un vasto ed unico lago.

Primieramente ci pare, che Plinio non avrebbefatta menzione del lago Eupili parlandodegli esistenti nella decima regione d'Italia,secondo la divisione di Cesare Augusto, sestato questo non fosse fra i più ragguardevoli,poichè questi soltanto egli annoverò. Se altempo di Plinio questi laghetti fossero statitra loro disgiunti e separati (ritenendosi accennatocol nome di Eupili quello solo diPusiano) poteva per avventura pur far paroladegli altri tre attigui, non dovendosicredere, che in questo caso abbia tralasciatodi accennarli per la loro picciolezza,poichè quello di Pusiano ha un'estensioneben di poco maggiore del lago d'Annone.Quanti poi non ne avrebbe ricordati seavesse voluti annoverare tutti i laghetti della[15]circonferenza ad un dipresso del lago di Pusianoposti nel paese formante la decima regione,che comprendeva il milanese, il bergamasco,il mantovano ed altre minori provincie?

Questo scrittore disse poi provenire il fiumeLambro dal lago Eupili; il che repugnerebbe alfatto, qualora per l'Eupili s'intendesse il sololago di Pusiano, giacchè quel fiume vi passavasolo da vicino ed in questo da pochi annivenne introdotto con idrauliche operazioni. Haquest'origine nella Valassina, e ricevendo entroi soli confini di quella valle, che divideper mezzo, ed ove è utilissimo alle manifatture,molti rivi, fiumane e torrenti, s'ingrossad'assai nelle grandi e lunghe pioggie.Bagnato Asso irrompe nel Piano d'Erba arrecandovibene spesso colle sue inondazioni gravissimidanni. Determinando i confini all'occidentedella Brianza propriamente detta, comei laghetti, di cui parliamo ne lo determinanoal settentrione, questo fiume bagna Monza,inaffia vaste campagne, e sbocca in Pòpresso il luogo detto Botterone nel distrettodi Belgiojoso provincia pavese. Perchè non dovremmo[16]noi credere, che effettivamente fossedi esso all'epoca di Plinio, quanto dice esseredell'Adda, e degli altri fiumi accennati nelpasso da noi riferito, cioè che entravano edindi uscivano dai loro rispettivi laghi, comeavviene ancora a nostri giorni, e solo il Lambrodovevasi eccettuare prima delle accennate operazioniidrauliche. E come altrimenti ciòesser potrebbe senza una rivoluzione fisica? Èprobabile di altra parte, che Plinio conoscesseminutamente i luoghi dell'alto milanese, dicui ragioniamo; e quindi sembra doversi ammetterecolà un ampio lago, da cui ne uscivail fiume Lambro che già v'aveva portate lesue acque. E non doversi pertanto trovare inerrore, o meno esatto il naturalista romano,nè dovrebbesi così dare una ricercata interpretazionealle sue parole per avere il lagodi Pusiano un emissario nel Lambro, odasserir gratuitamente, come fece il Calchi,che Plinio giudicò que' laghetti un solo, nelmentre che quest'ultimo scrittore nelle parole«allorchè si alzano per le pioggie, il che spessoaccade, si riuniscono insieme, e vengono come[17]a formare un solo lago» esponeva un fatto, ilquale fornisce un'argomento ad appoggio delnostro assunto. Pare, che queste sole osservazionirendano pur meno tenebroso quelpasso di Plinio del lib. II.º che viene comunementeletto «Ut in Fucino lacu invectusamnis, in Lario Addua, etc.», e che debbasial contrario leggere con il conte Della Torredi Rezzonico dietro diligenti osservazioni filologiche,«Ut in Eupilio lacu invectus Lamber,in Lario Addua, etc.» E così non unasol volta ma due Plinio ci avrebbe detto,che il Lambro usciva dall'Eupili[16].

Forse per la considerevole diversità di livellotra il lago di Pusiano e quello d'Isellae d'Annone, e da questi al lago di Lecco,ove ha fine l'emissario dei due ultimi, alcunimoderni scrittori[17] sembran credere, che[18]l'Eupili fosse formato dalle acque dei solilaghetti di Pusiano e d'Alserio in cui entrasseed indi n'uscisse il Lambro. Il lago diPusiano, come risulta dalle livellazioni praticateè più alto di metri 55,60 del lago diLecco presso Malgrate, ed è superiore di metri35,60 a quello d'Isella; onde quest'ultimoè più alto circa metri 20 del pelo del dettolago di Lecco ambi in istato ordinario.

L'unione dei laghi di Pusiano e d'Alserioche hanno, come abbiamo detto, uno stesso livello,od almeno non è più alto il secondoche di 500 millimetri[18], accadde più voltea nostri giorni, e ne fummo testimonj di vista;lo stesso deve essere avvenuto e per lunghiintervalli nel corso de' secoli, in modo dafarli credere un solo, attesa anche la pocadistanza che vi ha fra l'uno e l'altro. L'Alciatidisse: Il Lambro esce dal lago, chePlinio chiama Eupili, non traendo seco una[19]notabile quantità

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